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Zollner: direzione giusta nella lotta agli abusi, ma basta trincee

Padre Zollner con il cardinale Parolin - AP

Padre Zollner con il cardinale Parolin - AP

di Alessandro Gisotti

“Le ferite spirituali causate dagli abusi sessuali”. E’ il titolo di un lungo e appassionato articolo del padre gesuita Hans Zollner, sull’ultimo numero della Civiltà Cattolica. Il presidente del Centro per la protezione dei minori, istituito presso la Pontificia Università Gregoriana, approfondisce il tema delle terribili conseguenze degli abusi su minori, in particolare quando perpetrati da sacerdoti e religiosi. “Se qualcuno viene abusato dal padre – osserva il gesuita tedesco – vi è sempre un altro a cui può rivolgersi per chiedere aiuto: Dio. Se però è un sacerdote a compiere l’abuso”, “allora l’immagine di Dio viene a oscurarsi e si può cadere in una tenebra e in una solitudine abissale”.

Padre Zollner, che è membro della Commissione per la Protezione dei Minori voluta da Papa Francesco, si sofferma proprio sulla “prospettiva” e la “sofferenza” delle vittime di abusi, sottolineando il “trauma spirituale” oltre che psichico e fisico che viene arrecato quando ad abusare è un rappresentante della Chiesa. Mette quindi in guardia da quella che definisce “mentalità da trincea” che, tante volte nella Chiesa, ha fatto sì che si pensasse dirisolvere le cose all’interno, escludendo la dimensione pubblica, perché si teme per la propria reputazione o per quella dell’istituzione”. Il risultato, avverte padre Zollner, è che “si dimentica così sia la sofferenza delle vittime (che devono essere tenute in silenzio) sia una legge dei media che afferma: ‘Prima o poi le cose si vengono a sapere. Prendi tu l’iniziativa, riconosci l’errore, scusati onestamente e sarai creduto”.

L’articolo dedica un ampio spazio alle “domande” e ai “compiti” che oggi i cattolici devono affrontare su questo tema che, osserva padre Zollner, chiede un rinnovato impegno e perfino di “rivedere il nostro modo di essere Chiesa”. “Papa Benedetto XVI -  evidenzia - che con coerenza ha preso provvedimenti contro gli autori di abusi, anche di alto livello, con le sue dimissioni ha dato un esempio eccellente di come si possa gestire il potere (nella Chiesa)”. Dal canto suo, prosegue, “Papa Francesco non si stanca di stigmatizzare le malattie del clericalismo, del carrierismo e di una vita comoda, e di predicare un ritorno alla semplicità e all’immediatezza del Vangelo”.

La lotta contro gli abusi – scrive ancora padre Zollner – durerà ancora a lungo e bisogna perciò dire addio all’illusione che la semplice introduzione di regole o di linee guida ne sia la soluzione”. Essa, afferma, “implica una conversione radicale e un atteggiamento deciso per rendere giustizia alle vittime e per la prevenzione totale”. Certo, ammette, “nessuno è in grado di sconfiggere definitivamente il male, neppure quello dell’abuso sui minori – sarebbe una presunzione fatale -, ma si può fare molto per ridurne il più possibile il rischio e aumentare la prevenzione”. Per il gesuita “oggi nella Chiesa universale l’ago della bilancia tende a volgersi, lentamente ma con decisione, nella direzione giusta”. Papa Francesco, conclude, “ha continuato e rafforzato la linea del suo predecessore, soprattutto con l’istituzione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Egli ha creato così, a livello di Chiesa universale, le condizioni strutturali e materiali per poter accelerare con efficacia la tutela dell’infanzia in tutta quanta la Chiesa cattolica”.