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Strage in Texas. Card. DiNardo: non si può tollerare la violenza armata

La chiesa battista in Texas dove è avvenuta la strage

La chiesa battista in Texas dove è avvenuta la strage

“Esiste un problema di base nella nostra società e di questo tutti dobbiamo essere consapevoli. Una cultura della vita non può più tollerare la violenza armata in ogni sua forma”. Lo ha dichiarato con fermezza il card. Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale statunitense, commentando la sparatoria nella chiesa battista di Sutherland Springs, in Texas, avvenuta ieri mattina ad opera di Devin Patrick Kelley. Il giovane 26enne - riferisce l'agenzia Sir - che aveva prestato servizio nell’Aeronautica militare Usa, ha imbracciato un fucile d’assalto uccidendo 26 persone e ferendone altre 20, mentre si celebrava la funzione domenicale.

Tra le vittime ci sono bambini, una donna incinta e anche la figlia del pastore. “Questo evento tragico ed incomprensibile allunga la lista, sempre in crescita, delle uccisioni di massa; alcune delle quali avvengono anche nelle chiese mentre le persone sono in preghiera o in adorazione”, ha continuato il cardinale, che ha assicurato le sue preghiere e quelle di tutte le chiese cattoliche, addolorate per la comunità battista, “riunita in un luogo sacro, ora sfigurato da una terribile violenza”.

Dal canto suo l’arcivescovo Gustavo García-Siller di San Antonio, città distante poche miglia dal luogo dell’eccidio ha detto che “Il male perpetrato su bambini e anziani riuniti in preghiera non ha senso e non potrà mai essere pienamente compreso. La nostra incredulità e il nostro shock sono schiaccianti. Non ci può essere alcuna spiegazione davanti ad una tale scena di orrore consumatasi nella chiesa di questa piccola comunità”.

Mons. García-Siller chiama più volte fratelli i membri della chiesa battista, noti a tutte le parrocchie vicine anche per il lavoro comune a favore della pace e della riconciliazione nelle diverse comunità. L’arcivescovo ha poi invitato tutte le Caritas della diocesi a mettersi al completo servizio delle necessità dei feriti e delle famiglie delle vittime. Infine, ha esortato tutti i cristiani ad “essere luci nell’oscurità” e a pregare perché “la pace regni in mezzo alla violenza schiacciante della nostra società”.

Intanto proseguono le indagini sull’assalitore, trovato morto nella sua macchina per un colpo di arma da fuoco, di cui ancora bisogna stabilire la provenienza. Il Presidente degli Stati Uniti, in visita in Giappone, ha assicurato che sta seguendo la situazione e tutto il lavoro investigativo necessario a comprendere le motivazioni di questa ennesima sparatoria di massa.