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Italia: il Sud cresce, ma ancora troppa povertà e disoccupazione

Il presidente Mattarella riceve lo Svimez - ANSA

Il presidente Mattarella riceve lo Svimez - ANSA

Il Mezzogiorno e' uscito dalla lunga recessione e la ripresa si consolida. Il rimbalzo non si e' pero' ancora tradotto in un miglioramento del contesto sociale: un cittadino meridionale su 10 resta in poverta' assoluta e tripla e' la possibilita' di caderci. Il reddito pro-capite resta poco piu' della meta' di quello del Centro-Nord e il 66% di quello nazionale. Il quadro emerge dal Rapporto Svimez 2017.

Secondo il rapporto, il Pil del Sud aumentera' quest'anno dell'1,3%, contro una media nazionale dell'1,5%, mentre nel 2018 la crescita si attestera' all'1,2% contro l'1,4% medio dell'economia italiana.

"Le previsioni per il 2017 e il 2018", si legge nel Rapporto, "confermano che il Mezzogiorno e' in grado di agganciare la ripresa, facendo segnare tassi di crescita di poco inferiori a quelli del Centro-Nord. Tuttavia la ripresa congiunturale e' insufficiente ad affrontare le emergenze sociali. Il tasso di occupazione nel Mezzogiorno e' ancora il piu' basso d'Europa (35% inferiore alla media Ue), nonostante nei primi 8 mesi del 2017 siano stati incentivati oltre 90 mila rapporti di lavoro nell'ambito della misura 'Occupazione Sud'.

Svimez scrive che "la poverta' e le politiche di austerita' deprimono i consumi. Il Sud e' un'area non piu' giovane ne' tantomeno il serbatoio di nascite del Paese". Inoltre, "negli ultimi 15 anni circa 200 mila laureati meridionali hanno abbandonato il loro territorio". 

Dati che preoccupano mons. Filippo Santoro, e responsabile della Pastorale del Lavoro della Cei.

Ascolta e scarica la voce di mons. Santoro nell'intervista di Antonella Palermo: