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Migranti: in Italia nel 2017 accolte 205 mila persone

Salvataggio di migranti - EPA

Salvataggio di migranti - EPA

di Amedeo Lomonaco

Sono 3231 i comuni italiani, il 40% del totale, che accolgono i richiedenti asilo sul loro territorio. Nelle strutture italiane – il dato si riferisce al mese di luglio del 2017 - sono ospitati complessivamente oltre 205 mila migranti. Le regioni più coinvolte nell’accoglienza sono Lombardia (13,2%) e Campania (9,3%). E’ questa la sintetica istantanea che emerge dal Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017, realizzato da Anci, Caritas italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio centrale dello Sprar in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Il dossier prende in esame, tra le varie realtà, anche quella del "Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati". Per quanto riguarda l'accoglienza negli Sprar tra il 2012 e il 2016 il numero di persone accolte è quadruplicato: si è passati da poco più di 7800 nel 2012 ad oltre 34 mila nel 2016.

Sbarchi, salvataggi e tragedie
Nel 2016 – evidenzia inoltre il Rapporto – 162 mila degli oltre 181 mila migranti sbarcati sulle coste italiane erano partiti dalla Libia. Ad arrivare in Italia sono, per la maggior parte, nigeriani, bengalesi e guineiani. Nel 2016 sono stati in tutto più di 178 mila i migranti salvati in mare. Di questi oltre 60 mila sono stati tratti in salvo da Ong o mercantili. La rotta del Mediterraneo è la più rischiosa: nel 2016 sono morte almeno 5.000 persone.

Accoglienza nelle diocesi
La rete diocesana da sola accoglie oltre 23 mila persone su tutto il territorio italiano. Le strutture complessivamente messe a disposizione dalle diocesi per l’accoglienza sono state 1755. A livello diocesano le realtà più coinvolte sono Bergamo (con circa 2.200 accoglienze), Milano (oltre 1.600) e la diocesi di Teggiano-Policastro con quasi 1000 persone.

Protezione internazionale
Altra caratteristica tutta italiana è l’aumento delle domande di protezione internazionale, a fronte del calo a livello europeo: nel 2016 sono state presentate complessivamente 123.600 domande con un incremento del 47% rispetto al 2015.  Lo status di rifugiato è stato concesso soprattutto a donne, anziani e bambini. Come nel 2016, anche nel primo semestre del 2017 ai migranti originari di America ed Europa nella maggioranza dei casi viene accordato un esito positivo. E’ stato invece respinto il 60% delle domande da parte di persone africane.

In aumento il numero di persone costrette a fuggire
Nel dossier si sottolinea anche che nel mondo, ogni giorno, più di 28 mila persone sono costrette a fuggire dalle proprie case. La metà sono bambini, spesso soli. Il numero totale di chi scappa da guerra, fame e persecuzioni continua a salire: 65,6 milioni alla fine del 2016, 300 mila in più rispetto all’anno precedente. Il 55% arriva da Siria, Afghanistan e Sud Sudan.

Don Soddu: investire in umanità
Alla presentazione del Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017 è intervenuto tra gli altri don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana. La priorità – ha detto – è investire in umanità:

“Oltre i numeri, dice il Papa, ci sono i volti delle persone. E purtroppo i volti delle persone, ogni giorno, li stiamo scoprendo anche laddove ci sono gravi ingiustizie che non siamo ancora in grado di monitorare. Dobbiamo molto investire in umanità, laddove queste popolazioni si trovano ad essere spinte ad uscire. La campagna della Conferenza episcopale italiana “Liberi di partire, liberi di restare” si pone proprio in quest’ottica: salvaguardare quanto più possibile la libertà delle persone”.

La solidarietà – ha aggiunto don Soddu – non può essere discontinua, ma deve rispondere, in modo costante, alle esigenze delle persone in difficoltà:

“La cultura dell’accoglienza non è tanto un rendersi sempre più buoni. Dobbiamo essere tutti buoni cittadini attraverso la cultura della solidarietà, dell’accoglienza, della condivisione. Manca probabilmente un mettere a sistema tutto questo. Non dobbiamo essere sporadici. Lo diceva Papa Francesco nell’Evangelii gaudium. La solidarietà purtroppo ha perso, con l’andare del tempo, la sua natura sostanziosa: non ci si deve accontentare di un momento sporadico, ma questa deve essere l’habitus della persona stessa”.

Stephane Jaquemet: canali legali e politica di integrazione
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Stephane Jaquemet, delegato dell'alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati per il Sud Europa, che ha indicato la priorità della creazione di canali legali:

“In Italia ci cono flussi misti, con migranti e con rifugiati. Più o meno un quarto delle persone che arrivano sono rifugiati. Il resto sono migranti. Dunque dobbiamo aprire i canali legali per entrambi, i migranti e i rifugiati. Penso che senza avere una soluzione dei canali legali i flussi continueranno”.

Un altro ambito cruciale – ha detto infine Stephane Jaquemet – è quello relativo alla politica di integrazione:

"Per noi l'elemento più importante è veramente l’integrazione perché nel 2015, 2016 e nei sei primi mesi del 2017 abbiamo avuto numeri abbastanza alti. Abbiamo avuto una condizione molto difficile in termini di accoglienza. I centri sono pieni. E' molto difficile costruire una politica di integrazione in una situazione di emergenza. Il problema è cha la maggior parte dei richiedenti asilo si trovano nei centri grossi, fuori dalla città. Questo non è positivo per l’integrazione".