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Unesco. Santa Sede: istruzione, cultura e fede contro il terrorismo

Sede dell'Unesco - REUTERS

Sede dell'Unesco - REUTERS

“Quando parliamo di alfabetizzazione, ci riferiamo alle basi o ai rudimenti di una cultura scritta. Nessuno deve rimanere ai rudimenti. Il primo obiettivo dell’alfabetizzazione è di permettere a milioni di persone di comunicare facilmente tra loro, avere una vita economica e sociale più facile. Non bisogna dimenticare chi vive ai margini della società, per mancanza di un accesso efficace all’istruzione”. Lo ha detto mons. Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Unesco, intervenendo alla 39ma sessione della Conferenza generale dell’Unesco in corso a Parigi fino al 14 novembre.

Secondo mons. Follo - riferisce l'agenzia Sir - c’è la necessità di un “ritorno alle radici vitali dell’istruzione, della cultura e della fede” per sconfiggere il terrorismo e di “ascensori sociali” che per essere tali siano anche “ascensori culturali”. Ha inoltre evocato la necessità che “a chi arriva nei nostri Paesi, e che noi dobbiamo aiutare a sentirsi a casa propria, come in una seconda patria”, le ricchezze della nostra cultura siano “presentate come appartenenti anche al loro patrimonio”.

“A noi il compito di essere sufficientemente intelligenti e volenterosi perché ogni immigrato che arriva da noi, oltre a trovare pane e pace, trovi un nutrimento intellettuale e spirituale”, “preparato anche per lui” ha spiegato Follo. Parte di questo nutrimento è “il messaggio di amore del prossimo, il perdono dei nemici, l’uguaglianza di tutti davanti all’Assoluto”, tipiche dell’”etica cristiana”.