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Summit in Vaticano: urgente definire la tratta crimine contro l'umanità

Donne finite nel giro della prostituzione - ANSA

Donne finite nel giro della prostituzione - ANSA

di Federico Piana

Almeno ottanta milioni di vittime nel mondo, soprattutto donne, sfruttate nel giro della prostituzione, della schiavitù, della vendita di organi. “Contro  il traffico di esseri umani la Chiesa scende in campo. Papa Francesco lo ha ribadito più volte: questo è un crimine contro l’umanità e come tale va riconosciuto dalle legislazioni di tutte le Nazioni”, afferma perentorio mons. Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontifica Accademia delle Scienze, durante  il summit internazionale dei giudici e procuratori donne in corso in Vaticano, nel quale si metteranno a confronto le varie esperienze concrete  mirate a combattere la tratta.

Ascolta l’intervista a mons. Sorondo

Per combattere la tratta,  creare un banca dati informativa internazionale

Guardare negli occhi coloro i quali sono provati nella carne e nell’anima da violenze inenarrabili fa capire quanto sia urgente introdurre nelle legislazioni il concetto di crimine contro l’umanità, ribadisce mons. Sorondo. Un colpo duro alla tratta si potrebbe dare trovando il modo “di condividere fra gli Stati tutte le informazioni giudiziarie e investigative necessarie per colpire alla base chi organizza e chi specula su questi traffici”, spiega Carla Marina Lendaro,  presidente dell’Associazione Donne Magistrato Italiane.

Ascolta l’intervista a Carla Marina Lendaro

Mediterraneo ed Italia, porta d’accesso per i trafficanti

Quali siano le rotte  più frequenti del commercio di esseri umani è difficile dirlo con esattezza. Su una cosa Concetta Grillo, giudice onorario del Tribunale di Reggio Calabria non ha dubbi: “La porta verso l’Europa sono certamente il Mediterraneo e l’Italia”. Un varco nel quale transitano anche i trafficanti di organi dei bambini, “tema - conferma Grillo - ancora oscuro alle istituzioni ma registrato dalle inchieste giudiziarie anche del nostro Paese”. Soluzioni possibili? Sia la giudice Grillo che il magistrato Lendaro concordano con Papa Francesco: rendere più armoniche le legislazioni nazionali e definire globalmente il traffico di essere umani come ‘crimine contro l’umanità’.

Ascolta l’intervista a Concetta Grillo