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Focolari: al via Causa di beatificazione del laico Domenico Mangano

Domenico Mangano, al centro, con Chiara Lubich - RV

Domenico Mangano, al centro, con Chiara Lubich - RV

Si è celebrata oggi al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, la Celebrazione eucaristica e la Sessione di apertura della Causa di beatificazione di Domenico Mangano. La domanda di dare inizio alla causa era stata accolta alcuni mesi fa dal vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro. La cerimonia è stata presieduta dal card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ed è stata preceduta da un momento artistico e di testimonianze animato dal Movimento dei Focolari che Mangano aveva conosciuto nel 1974.

Domenico Mangano era nato ad Anzi, in provincia di Potenza, il 22 febbraio 1938, e si era trasferito poi a Viterbo. Conclusi gli studi vince un concorso all’Inps di Pavia e lì frequenta come studente lavoratore la Facoltà di Economia e Commercio. Ritornato a Viterbo conosce Maria Pia e si sposano il 24 agosto 1966. Nascono tre figli. Domenico vive anni di grande impegno in famiglia, al lavoro, con gli universitari, nel sindacato, nell’Azione Cattolica, nello studio. Si occupa anche di politica come amministratore pubblico a Viterbo.

Conosce il Movimento dei Focolari aderendovi subito insieme alla moglie, Maria Pia, e impegnandosi nella branca dei Volontari di Dio, laici orientati a incarnare in tutti gli aspetti del sociale il carisma di Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento. Di Domenico la Lubich arriverà a dire di scorgere in lui un mistico.

Muore a Viterbo il 22 dicembre 2001. L’anno precedente gli era stato diagnosticato un tumore inguaribile. Affronta la notizia con la consapevolezza, scrive, di dover “chiudere un primo lungo capitolo della vita, ponendolo nel cuore misericordioso di Gesù, per aprire un altro, tutto nuovo”.

Alla chiamata di Dio a donarsi, Domenico Mangano ha risposto “con prontezza, fedeltà, continuità, ma soprattutto, sempre, con assoluta libertà di coscienza”, scrive di lui l’onorevole Tommaso Sorgi alla morte dell’amico. E così lo descrive: “quel cittadino attivo e pieno di risorse, quel laico impegnato e combattivo, quel politico focoso e pungente, quel cristiano autentico e ricco di fede, che è Domenico”.