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Masako Wada: grazie Papa Francesco, mai più armi nucleari!

Masako Wada - ANSA

Masako Wada - ANSA

di Alessandro Gisotti

“Sopravvivere alla bomba atomica”. E’ la toccante testimonianza portata alla conferenza sul disarmo nucleare in Vaticano da Masako Wada, sopravvissuta al bombardamento nucleare americano su Nagasaki del 9 agosto 1945. All’epoca, Masako aveva solo 22 mesi. Oggi a 74 anni, è un simbolo vivente della forza della vita contro la devastazione della guerra. Da anni, come sottosegretario generale di Nihon Hidankyo, è impegnata per un mondo libero dalle armi nucleari. A margine della conferenza, abbiamo chiesto a Masako Wada cosa pensa dell’impegno di Papa Francesco e della Santa Sede per il disarmo:

R.- Abbiamo ora un Trattato per il bando della armi nucleari, ma questo non basta. Dobbiamo coinvolgere sempre più persone negli sforzi per il disarmo. Ecco perché questa Conferenza in Vaticano è molto importante. Sono grata a Papa Francesco e alla Santa Sede per questa opportunità. Mi auguro inoltre che dopo questo evento, la voce in favore del disarmo nucleare diventi più forte. La Santa Sede è stata tra i primi firmatari del Trattato e di questo sono molto grata al Papa. Sono felice che la Santa Sede oltre ad impegnarsi per la pace e la giustizia, metta anche l’accento sul tema del disarmo.

D.- Lei è sopravvissuta ad un bombardamento nucleare. Che cosa direbbe ai leader delle potenze nucleari di oggi?

R.- I leader degli Stati con armi nucleari devono avere una coscienza pubblica. Devono pensare che hanno nelle loro mani il destino di tutta l’umanità. Devono sentire questa responsabilità e agire responsabilmente. Credo che il bene sia presente nel cuore di ognuno di noi. Siamo tutti chiamati a lavorare per la pace, per questo ringrazio il Vaticano per gli sforzi che sta facendo per il disarmo. Posso anche dire che negli ultimi 72 anni, dai bombardamenti atomici, nonostante tutte le sofferenze, le difficoltà si è continuato a lavorare per un mondo senza armi nucleari. Ora, con il Trattato per il bando delle armi nucleari, vediamo una piccola apertura per un mondo senza armi atomiche. Dobbiamo però impegnarci ancora di più, coinvolgere più persone possibili. Questa è la mia speranza!

D.- Lei, nonostante tutto quello che ha sofferto, riesce ad avere ancora speranza nel futuro?

R.- Sì, spero che un giorno avremo un mondo libero dalle armi nucleari. Negli anni dopo il bombardamento, mi sentivo abbandonata sia dal governo giapponese che da quello degli Stati Uniti, ma sono rimasta in piedi, sono cresciuta. Non ho ceduto alla disperazione. Ho mantenuto la speranza. E oggi spero che chi ha partecipato a questo Conferenza quando tornerà a casa renderà ancora più forte la voce in favore del disarmo nucleare.