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Don Pallù: il Papa mi ha detto di portare nel cuore tutti i sofferenti

Don Maurizio Pallù - RV

Don Maurizio Pallù - RV

Don Maurizio Pallù, il sacerdote rapito lo scorso ottobre in Nigeria e liberato dopo alcuni giorni, martedì mattina ha partecipato alla Messa con Papa Francesco a Casa Santa Marta. Nell'intervista di Debora Donnini, il sacerdote italiano, missionario nel Paese africano come catechista del Cammino neocatecumenale, ci racconta del suo desiderio di tornare in Nigeria, dell'aiuto che ha ricevuto dalla Vergine Maria nei giorni di prigionia e dell'incontro con il Papa: 

 

R.  – E’ stato molto bello, sono andato lì con mia mamma, che farà 90 anni il 21 novembre e con i fratelli dell’equipe della Nigeria. Il Santo Padre è stato molto affabile con noi, è stato molto colpito dalla mamma perché secondo lui porta molto bene i suoi 90 anni! Le ha domandato cosa mangia… E devo dire che mangia di tutto. E poi mi ha domandato della Nigeria, mi ha detto di portare nel cuore, nella predicazione e nella preghiera tutti coloro che soffrono: noi, grazie alle preghiere di tanti fratelli e aiuti ricevuti dal Cielo, in fondo siamo stati 5 giorni prigionieri, ma ci sono tante persone che soffrono e muoiono e vengono maltrattate. Poi, mi ha domandato: “Quando ritorni in Nigeria?”. Gli ho risposto: “Penso il primo dicembre”.

D. – Quindi, lei ha intenzione di tornare in Nigeria nonostante i due rapimenti che ha subìto?

R. – Desidero tornare in Nigeria perché penso che ora il momento è molto favorevole. Il Cammino neocatecumenale, attraverso l’annuncio del kerigma e le comunità cristiane, aiuta enormemente le famiglie: il problema più serio dell’Africa è la famiglia e ricostituire famiglie cristiane, con giovani che hanno zelo e amore per Gesù Cristo, può portare un cambiamento del tessuto sociale della Nigeria e questo è quello che il demonio non vuole.

D. – Questa è la sua missione?

R. –Sì, perché il demonio sta governando la Nigeria attraverso la corruzione, che è a livelli inauditi...

D. – Lei ha detto che, durante i giorni di prigionia, ha avuto due "segni" della presenza materna di Maria. Quali sono?

R. – Il primo, quando ci hanno rapiti, il 12 ottobre, perché noi stavamo andando a Benin City dove c’era una celebrazione molto importante della Chiesa nigeriana: i vescovi nigeriani hanno riconsacrato la Nigeria alla Vergine Maria, per la seconda volta. Quando ci hanno presi - eravamo tre ostaggi - e ci hanno portati nella foresta, mi sono chiesto: vediamo come questa volta la Vergine Maria disferà l’opera del demonio. E cosa ho visto? Questo è il primo segno: ho visto, il 13 ottobre, il giorno dopo, che si è potuto aprire un dialogo con il capo della banda. Erano in otto, lui era l’unico che parlava inglese. Io gli ho detto: “Voi siete miei fratelli, io prego per voi”. Questo lo ha rilassato. E lui ha detto: “Sì, prega per me”. Ma lo ha detto con convinzione, non lo ha detto così…

R.  – Si è sentito capito?

R. – Sì, mi ha offerto una sigaretta… Io gli ho detto: “Ma, guarda, io preferisco i miei sigari toscani…Poi, se vieni a casa mia, te ne do un po’”. Si è sentito capito, sì. E ho visto che nelle situazioni successive ci ha protetti: c’era nella banda un uomo veramente sanguinario, picchiava in maniera disumana l’altro ostaggio, questo fratello musulmano. Il sabato, il giorno dopo, questo uomo ha veramente imperversato: la notte ha picchiato in una maniera disumana questo ostaggio…

D. – Perché la presenza di Maria, allora?

R. – Perché durante la notte tra il sabato e la domenica, io mi sono trovato a pregare - fra l’altro le zanzare non permettevano di dormire, si dormiva all’aperto - e ho chiesto l’aiuto della Vergine Maria, di Carmen, l’iniziatrice del Cammino, e il giorno dopo il capo della banda ha mandato a casa questo uomo sanguinario e altri due. Con quale scusa non lo so, ma li ha mandati a casa... Poi, l’altro elemento che devo citare, per cui vedo forte la presenza della Vergine, collegata al miracolo del sole a Fatima, è stato che il 13 ottobre a Benin City il sole sembra si sia mosso. Io ho visto delle registrazioni. La Conferenza episcopale nigeriana ha confermato questo fatto. Comunque si può dire una cosa: il 13 ottobre la Madonna ha dato un segno che Lei vuole portare Gesù Cristo - perché la Madonna porta Gesù Cristo vincitore della morte - alla Nigeria, all’Africa e al mondo. Io riparto con zelo raddoppiato perché penso che la Madonna ci aiuterà a convertire l’Africa e questo aiuterà tutto il mondo.

Ascolta l'intervista integrale a don Maurizio Pallù: