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Italia: ad Ostia vincono i 5stelle e crolla l'affluenza

Ad Ostia netta affermazione dei 5stelle che conquistano il decimo municipio - ANSA

Ad Ostia netta affermazione dei 5stelle che conquistano il decimo municipio - ANSA

di Benedetta Capelli

Il Movimento 5 stelle conquista il decimo municipio di Ostia, commissariato per mafia nel 2015, dopo lo scandalo che ha travolto il minisindaco Pd Andrea Tassone, arrestato e condannato a 5 anni nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di mezzo”. E’ Giuliana di Pillo, esponente grillina, ad imporsi con il 59,60% dei consensi rispetto al 40,40% della sfidante Monica Picca, candidata di Fratelli d’Italia.

Ancora in calo la partecipazione al voto, vigilato da 400 agenti, meno tre punti percentuale rispetto al primo turno: un cittadino su 3 è andato alle urne. A non invogliare anche le polemiche sulla presenza mafiosa sul territorio, la testata di Spada al giornalista Rai Piervincenzi ma anche le accuse reciproche tra 5 stelle e destra sull'appoggio dei clan del litorale. Accuse reiterate, al termine del voto, dalla stessa Picca per la quale gli Spada e Casapound si sarebbero schierati con i grillini.

“Il voto – afferma il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio – rispecchia le tendenze della politica italiana: accampare scuse quando si perde. Bisogna invece interrogarsi sulla scarsa affluenza che è un vuoto di partecipazione e che ingigantisce tutti i fantasmi e tutte le minacce. C’è da evidenziare anche, secondo il mio punto di vista, che al secondo turno si afferma sempre chi è fuori dallo scontro politico, in questo caso destra e sinistra”.

Dopo il successo al municipio di Ostia, ha esultato la sindaca Raggi: “i romani – ha scritto su twitter - sono per il cambiamento”, sulla stessa linea il candidato premier 5stelle Di Maio per il quale l’effetto Raggi esiste ed è positivo. “Sarei più prudente – afferma Tarquinio – perché la partecipazione alla vita politica è un baluardo dei grillini e dinanzi ai dati di Ostia non c’è molto da esultare”.

“Pur andando alle politiche con un sistema di voto diverso – spiega il direttore – è chiaro che il Movimento 5stelle si conferma il primo partito ma manca una proposta vera per il Paese. Il centrodestra, seconda forza, si divide anche sulla data delle elezioni con Berlusconi che vorrebbe spostarla per rientrare in gioco dopo la sentenza di Strasburgo e Salvini che preme. Per il Pd, dopo la rottamazione dei leader, si deve ricorrere ai grandi nomi per dare una direzione, il che è tutto dire”.

Ascolta e scarica il podcast con l’intervista al direttore di Avvenire Marco Tarquinio: