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Mondo \ Medio Oriente

Yemen. Mons Hinder: profanato cimitero cristiano. Totale insicurezza

Bombardamenti su Aden - AFP

Bombardamenti su Aden - AFP

di Gabriella Ceraso

Nei giorni scorsi una nuova profanazione si è verificata nel cimitero cristiano di Aden e, tra le altre, sono state coinvolte anche le tombe delle quattro suore di Madre Teresa uccise nell’assalto alla loro casa, nel marzo del 2016, dove ospitavano persone anziane. Lo racconta ai nostri micriofoni  mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen). Si tratta di un "luogo sacro e storico che accoglie anche anglicani, cattolici e protestanti", aggiunge il prelato, ed è una violenza che si ripete nel contesto di una situazione economica, sociale e umanitaria drammatica che lo Yemen vive da almeno due anni.

Delle ore scorse è l'allarme lanciato dall'OMS per oltre 940mila casi di colera e un totale di 2.208 vittime, nonchè l'urgenza di riaprire canali di passaggio per aiuti umanitari e merci sottolineata dall'Unione Euroepa. Ad oggi, secondo una Ong statunitens,e la chiusura di porti e aeroporti in Yemen, imposta dalla coalizione militare araba guidata da Riyad, rappresenta una ''punizione collettiva'' che rischia di rendere malnutriti 500 bambini a settimana .

Mons Hinder esprime tutto il suo dolore per l'impossibilità di agire concretamente per il Paese e per la popolazione:"La situazione non è chiara", racconta  "non ci sono informazioni sicure e non si può avere un quadro d'insieme certo. Di sicuro ad Aden l'emergenza è l'insicurezza totale mentre in altre aree si soffre la fame perchè è impossibile per la popolazione avere accesso al cibo e in altre ancora epidemie e malattie sono fuori controllo".

L'attacco al cimitero cristiano che ha comportato croci e tombe violate è specchio di un conflitto locale e regionale che sembra non avere fine e che dal gennaio 2015 vede opposte la leadership sunnita dell'ex presidente Hadi, sostenuta da Riyad, e i ribelli sciiti Houthi, vicini a Iran ed Hezbollah. 

Fonti Onu parlano di quasi 9mila morti, di cui il 60% circa civili, e 45mila feriti. Su un totale di 28 milioni di abitanti, il conflitto ha inoltre lasciato fino a 20 milioni di persone (su un totale di 27) bisognose di assistenza e di aiuti umanitari per poter sopravvivere. Di questi, almeno 7 milioni sono considerati sull’orlo della carestia, 2,3 milioni i bambini malnutriti. 

Ascolta l'intevista a mons Paul Hinder: