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Colletta alimentare: raccolte 8.200 tonnellate di alimenti

Mensa per i poveri, uno dei tanti centri che godono del sostegno della Colletta alimentare - ANSA

Mensa per i poveri, uno dei tanti centri che godono del sostegno della Colletta alimentare - ANSA

di Marco Guerra

Lo scorso sabato 145mila volontari in quasi 13mila supermercati di tutta Italia hanno raccolto 8.200 tonnellate di alimenti che saranno distribuiti ad oltre 8.500 strutture caritative. Sono i numeri della 21esima edizione della Colletta alimentare promossa dalla Fondazione Banco Alimentare. La più capillare iniziativa di solidarietà italiana consente, durante tutto l’arco dell’anno, di offrire un aiuto concreto a circa un milione e mezzo di persone indigenti. Questa grade “festa del dono” permette anche di scattare una fotografia dello stato di necessità delle famiglie. Nonostante i primi segnali di ripresa resta infatti drammatico il fenomeno della povertà assoluta, che in Italia coinvolge oltre 4,7 milioni di persone, delle quali 1,3 milioni sono minori. Un dato, quello sui bambini, cresciuto del 14% in un solo anno.

Anche per questi motivi la raccolta di sabato segna un decremento del 3,5% sul 2016 in termini di chilogrammi di alimenti raccolti. Tuttavia parlando con Federico Bassi, responsabile nazionale della Colletta alimentare, emerge una maggiore qualità dei prodotti donati, in particolare per quanto riguarda gli alimenti per l’infanzia:

“Siamo comunque soddisfatti perché i nostri dati ci permettono di dire che probabilmente sono di più, numericamente parlando, le persone che hanno partecipato a questo gesto, anche se hanno magari donato un po’ meno. Soprattutto la tipologia dei prodotti: ci siamo accorti quest’anno, per la prima volta, che sono arrivati molti alimenti per l’infanzia. L’alimento per l’infanzia, l’omogeneizzato, in termini di peso pesa meno di un pacco di zucchero ad esempio. Quindi, più persone hanno partecipato; hanno donato prodotti di un valore maggiore, come gli omogeneizzati. È in termini di peso che si è realizzato un piccolo calo”.

Tende inoltre a ridursi la distanza tra i donatori e i riceventi, con i secondI spesso impegnati in prima linea nella raccolta alimentare, così spiega ancora Bassi: “E’ impressionante vedere soprattutto chi fa fatica – la famiglie italiane che fanno fatica – in prima linea ad aiutare gli altri a donare il cibo. E questo veramente non è mai successo come in questi anni”.

La Colletta alimentare resta quindi un strumento fondamentale per il sostegno alle fragilità economiche, non meno importante è anche però il contributo fornito sul piano culturale. I ragazzi con le pettorine davanti ai supermercato consentono anche i più distratti di essere protagonisti, una volta l’anno, di un gesto di grande solidarietà. A tal proposito Federico Bassi ricorda le parole pronunciate da Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale dei poveri, celebrata la domenica precedente la colletta: “Il Papa ha detto che il povero, con la sua mano tesa, ricorda che tutti abbiamo bisogno e tuti siamo nel bisogno. Quindi il poter ricordare, almeno per un giorno, cosa ci accomuna secondo noi è la vera rivoluzione”.

L’attività della Fondazione Banco Alimentare non si esaurisce con la consueta colletta di novembre ma è svolta ogni giorno dell’anno con l’azione di recupero dello spreco e delle eccedenze  da tutta la filiera agroalimentare, quindi dal produttore al trasformatore fino al distributore, compresa anche la ristorazione collettiva e non solo i cosiddetti supermercati. Un’azione svolta anche grazie alla partnership con importanti marchi del settore della produzione della distribuzione. “Con Colletta – spiega infine Bassi - chiediamo proprio quei generi alimentari, come gli omogeneizzati, gli alimenti per l’infanzia, i pelati e l’olio, che poi, durante il resto dell’anno, facciamo più fatica a recuperare attraverso gli accordi con questi grandi marchi”.

Ascolta e scarica il podcast con l'intervista integrale: