Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Società \ Cultura e arte

Iccrom: 135 Paesi riuniti per il recupero dei beni colpiti dai conflitti

Immagine di Palmira, sito siriano colpito dalle devastazioni dei miliziani dello Stato Islamico - ANSA

Immagine di Palmira, sito siriano colpito dalle devastazioni dei miliziani dello Stato Islamico - ANSA

di Marco Guerra 

“Ricostruzione post conflitto, recupero e coinvolgimento delle comunità”, è il tema della 30ma Assemblea Generale dell’Iccrom, Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, che si è aperta oggi a Roma presso la sede della Fao e proseguirà fino a venerdì 1 dicembre. Le delegazioni dei 135 Stati membri dell’Iccrom si incontreranno per discutere e approvare gli orientamenti strategici e per rilanciare l’Iccrom come piattaforma di dialogo sugli approcci di ricostruzione delle città storiche distrutte e/o danneggiate.

Questa Assemblea Generale segna il 60mo anniversario delle attività dell’Iccrom, che nacque in seno all’Unesco per studiare gli interventi di restauro e ricostruzione del patrimonio, soprattutto a seguito delle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale. Più recentemente, nell’ottobre 2017, l’Unesco e l’Iccrom hanno rafforzato la loro collaborazione con un nuovo accordo di cooperazione su alcune sfide specifiche, tra cui la distruzione di beni culturali a seguito di conflitti armati, la gestione del rischio causato da catastrofi, il traffico illecito di beni culturali e il patrimonio culturale immateriale.

Del recupero del patrimonio colpito dai conflitti come elemento indispensabile per i processi di pacificazione ha parlato ai nostri microfoni il direttore generale uscente dell’Iccrom Stefano De Caro: “Significa spiegare che le guerre del passato fanno parte della storia, e noi abbiamo il compito in qualche modo di andare oltre ed usare quello che ci hanno lasciato, anche in termini di testimonianze materiali, per il dialogo e per costruire una nuova civiltà”.

De Caro ha inoltre espresso il suo apprezzamento agli Stati membri per il continuo sostegno ai programmi di conservazione del patrimonio culturale. Una particolare menzione anche al contributo della Santa Sede: “Sono lietissimo di dire che il Vaticano come Stato è ritornato all’Assemblea come “Observer”. Infatti, il ruolo di entità come la Santa Sede, che hanno a che fare con il patrimonio religioso e con l’identità di tanti Paesi del mondo, è fondamentale nel dialogo tra le civiltà. E quindi è importantissimo che anche il patrimonio culturale faccia parte di questo discorso complesso. In una delle nostre sedi, Sharja – la  filiale dell’Iccrom negli Emirati Arabi – c’è la direttrice del Dipartimento dei musei degli Emirati di Sharja che ha accolto la mostra del patrimonio islamico conservato nei Musei Vaticani. Si immagini un museo islamico che accoglie il patrimonio islamico conservato dai cristiani, dai cattolici: è un passo eccezionale! E noi vorremmo vedere tanti di questi passi in tutto il mondo”.

Ascolta e scarica l'intervista al direttore Iccrom, Stefano De Caro:

 

In concomitanza dell’assemblea dell’Iccrom, l’Associazione Incontro di Civiltà partner dell’Unesco e presieduta da Francesco Rutelli, ex Ministro della Cultura italiano, ha allestito nell’atrio del palazzo della Fao una mostra intitolata “Palmira. Rinascere dalla distruzione”. La mostra comprende una replica in scala 1:1 del Tempio di Bel, riportato in vita grazie ad avanzate tecnologie, e un busto funerario saccheggiato da Palmira, quest’ultimo recuperato in Italia dal Comando dei Carabinieri per la Tutela dei Beni Culturali, che sarà restituito appena le condizioni lo permetteranno. Rutelli ha parlato della campagna portata avanti da Incontro di Civiltà per la “creazione di consapevolezza dell’opinione pubblica su queste perdite spaventose, in particolare da parte dell’Is in Siria e in Iraq”. A questo scopo sono state fatte due ricostruzioni simboliche, quella del soffitto del Tempio di Bel a Palmira, allestita presso la sede Fao, e il Toro della capitale assira Nimrud, alto 5 metri, esposto davanti alla sede dell’Unesco di Parigi. “Nei prossimi mesi il nostro obiettivo è quello di passare alle ricostruzioni reali”, ha dichiarato Rutelli, e dunque di collaborare “con il governo italiano, con soggetti privati, perché tutta questa campagna è stata fatta con risorse private. L’iniziativa è quella di ricostruire alcuni monumenti o siti archeologici colpiti o distrutti durante questa stagione a partire dall’Iraq”.

Ascolta e scarica l'intervista a Francesco Rutelli: 

 

L’inaugurazione della mostra è stata presenziata anche dal generale Fabrizio Parrulli, Comandante dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il quale ha parlato del ruolo dei Carabinieri nelle aree di crisi: “Ci stiamo avvicinando a quelle realtà con la task force "Unite for Heritage", che è un gruppo di esperti costituito dai carabinieri e da esperti del ministero dei Beni culturali, per la tutela di quelle aree che sono purtroppo colpite dalla mano scellerata dell’uomo”.

La discussione durante l’assemblea Iccrom verterà su esempi e casi di studio in Bosnia ed Erzegovina, in Giappone, in Libano, in Mali, in Messico, nello Sri Lanka e in Siria. La tre giorni culminerà con la ratifica della nomina del nuovo Direttore Generale, designato dal Consiglio per un mandato di sei anni.