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Vescovi Austria: preoccupante il sì della Corte alle nozze gay

Il cardinale Christoph Schonborn in conferenza in Vaticano - REUTERS

Il cardinale Christoph Schonborn in conferenza in Vaticano - REUTERS

di Gabriella Ceraso

Con toni fortemente critici il cardinale arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca Christoph Schönborn ha reagito all’odierna decisione della Corte costituzionale di dare il via libera alle nozze gay annullando la precedente norma che impediva la possibilità di sposarsi alle coppie dello stesso sesso.

"È preoccupante - ha dichiarato il porporato alla agenzia dei vescovi austriaci Kathpress - che anche i giudici della Corte costituzionale abbiano perso di vista la particolare natura del matrimonio come unione di un uomo e di una donna, che non è paragonabile ad altro”. “Il matrimonio - ha sottolineato - come nessuna altra forma di convivenza, è idoneo a far nascere e crescere i bambini e assicurare così la successione delle generazioni.

"Se la Corte costituzionale - ha detto - nega l'unicità, lo status speciale e legale del matrimonio, che si basa sulla diversità di genere, nega la realtà" e tale decisione “non offre alla società nessun servizio, anzi danneggia tutti, sia quelli che vuole proteggere sia quelli che devono essere protetti".

Il cardinale ha deplorato “la reinterpretazione di un concetto essenziale del sistema giuridico, che è radicato nell'essenza dell'uomo e svolge un ruolo cruciale per la società".

In base alla sentenza pubblicata oggi dunque i Giudici costituzionali vedono nella distinzione tra matrimonio e unione registrata, una violazione incostituzionale, perché la costituzione vieta di discriminare le coppie dello stesso sesso.

La vecchia legge sarà annullata a partire dal 31 dicembre 2018.

Allo stesso tempo, la Corte ha decretato che i regolamenti differenti precedentemente esistenti per le coppie dello stesso sesso, saranno abrogati a partire dal 31 dicembre 2018. Pertanto, le coppie omossessuali in Austria potranno sposarsi in futuro mentre l’”unione registrata” sarà possibile anche per le coppie eterosessuali.

Prima della sentenza i vescovi austriaci si erano già fortemente impegnati per eliminare ogni tipo di discriminazione nei confronti degli omosessuali, affermando comunque che  la distinzione del matrimonio da altri tipi di unione non costituisce discriminazione. La legge, secondo i presuli, prevede che cose diverse vadano trattate in modo diverso, quindi la distinzione segue il senso della legge.

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