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Papa agli ambasciatori: culture e religioni non origini di conflitti

Papa Francesco - AFP

Papa Francesco - AFP

Roberta Gisotti - Città del Vaticano

La diversità delle Nazioni e delle tradizioni culturali e religiose dei popoli non è all’origine dei conflitti e delle minacce alla pace: cosi il Papa ricevendo, stamane in Vaticano nella Sala Clementina, le Lettere credenziali degli ambasciatori di un gruppo di Paesi di quattro continenti: Yemen, Nuova Zelanda, Swaziland, Azerbaijan, Ciad, Liechtenstein e India.

Diversità di cultura e religione non è origine di conflitti
La comunità internazionale – ha osservato Francesco - affronta oggi “una serie di complesse minacce alla sostenibilità ambientale” e all’ecologia sociale e umana dell’intero pianeta, come le minacce alla pace e alla concordia derivanti da ideologie fondamentaliste violente e dai conflitti regionali, che spesso appaiono sotto le spoglie di opposti interessi e valori”. Ma è importante ricordare – ha sottolineato il Papa – “che la diversità della famiglia umana non è di per sé una causa di queste sfide alla coesistenza pacifica”.

“Davvero le forze centrifughe che vorrebbero dividere i popoli non sono da ricercarsi nelle loro differenze, ma nel fallimento nello stabilire un percorso di dialogo e di comprensione come il più efficace mezzo di risposta a tali sfide”.

Dialogo permette coesistenza pacifica della diversità

Da qui il ruolo chiave – ha sottolineato il Papa – “che il dialogo gioca nel permettere alla diversità di essere vissuta in modo autentico e nel reciproco vantaggio per la nostra società sempre più globalizzata”. Ha auspicato, quindi Francesco, una “comunicazione rispettosa” veicolo di cooperazione che favorisca “la riconciliazione” dove “è più necessaria” e la “solidarietà” per “la crescita della giustizia” e “il dovuto rispetto della dignità, dei diritti e delle aspirazioni di tutti”.

“L’impegno per il dialogo e la cooperazione dev’essere il segno distintivo di ogni istituzione della comunità internazionale, come di ogni istituzione nazionale e locale, dal momento che tutte sono incaricate della ricerca del bene comune”.

Trasmettere ai giovani: riconciliazione, cooperazione non sono scontate
Infine una raccomandazione per i giovani, perché la promozione, della riconciliazione e della cooperazione non possono essere date per scontate.   

“Trasmettere questa preziosa eredità ai nostri figli e nipoti, non solo assicurerà un pacifico e prospero futuro, ma soddisferà anche le esigenze della giustizia intergenerazionale e di quello sviluppo umano integrale a cui ha diritto ogni uomo, donna e bambino”.