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RADIO VATICANA E L'ELETTROSMOG

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Città del Vaticano, 23 Ottobre 2003.

RINVIATA A DATA SUCCESSIVA LA NUOVA FASE DEL PROCESSO CONTRO LA RADIO VATICANA PER PRESUNTO INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
di P.Federico Lombardi
Direttore dei Programmi della RV

Questa mattina ha avuto luogo, presso il Tribunale di Roma, la prima udienza della nuova fase del processo contro la Radio Vaticana per la questione del presunto inquinamento elettromagnetico causato dal Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria.

In seguito alle obiezioni procedurali avanzate dalla difesa per difetto di notifica si è avuto il rinvio a nuova udienza in data 9 dicembre.

L’accusa mossa contro la Radio è di aver diffuso “radiazioni elettromagnetiche atte ad offendere o molestare persone residenti nelle aree circostanti, arrecando alle stesse disagio, disturbo, fastidio e turbamento”. Parti civili sono alcune associazioni ambientalistiche, comitati e persone residenti nella zona.

In una prima fase, il Tribunale aveva dichiarato il 19 febbraio 2002 di non doversi procedere nei confronti degli imputati per difetto di giurisdizione, in forza del Trattato Lateranense, riconoscendo la Radio Vaticana come Ente centrale della Chiesa cattolica. Una successiva sentenza della Corte di Cassazione, il 9 aprile 2003, non accoglieva tale interpretazione e rinviava la causa al Tribunale.

Di qui la nuova fase del procedimento iniziata stamane.

Com’è noto, il Centro di Santa Maria di Galeria esiste e trasmette da quasi cinquant’anni, in base a un Accordo internazionale fra l’Italia e la Santa Sede, approvato con legge del Parlamento italiano e ratificato dal Presidente della Repubblica nel 1952, in un sito attorno a cui successivamente si sono sviluppati vari insediamenti.

L’attività trasmittente, diretta, secondo l’Accordo, “a tutto il mondo cattolico”, è stata sempre esercitata e regolata conformemente alle raccomandazioni e alle indicazioni degli organismi internazionali competenti in materia di tutela della salute della popolazione.

In seguito alla situazione creatasi dopo l’adozione, da parte dell’Italia nel 1998, di normative molto restrittive, ha avuto luogo una trattativa bilaterale fra Italia e Santa Sede, a conclusione della quale la Radio Vaticana ha accettato di adeguarsi anche a tali normative, ricevendo in cambio dall’Italia un contributo per poter attuare da un centro trasmittente estero alcune delle trasmissioni a cui avrebbe dovuto rinunciare per ridurre le emissioni.

Dal settembre del 2001 i monitoraggi effettuati dimostrano che le emissioni del Centro trasmittente rispettano pienamente anche le normative italiane, cosicché non dovrebbe più sussistere alcun motivo fondato di contestazione o di preoccupazione da parte dei residenti nella zona.

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