Home Page Sinodo per il Medio Oriente 2010

OBIETTIVO DEL SINODO

Da numerose risposte al Questionario dei Lineamenta risulta che i fedeli hanno percepito chiaramente il duplice obiettivo dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi: a) confermare e rafforzare i cristiani nella loro identità mediante la Parola di Dio e i Sacramenti; b) ravvivare lacomunione ecclesiale tra le Chiese sui iuris, affinché possano offrire una testimonianza di vita cristiana autentica, gioiosa e attraente. Ovviamente, in taleriflessione, i cattolici hanno tenuto conto della presenza nella regione delle altre Chiese e comunità ecclesiali. È una coscienza assai chiara, che si legge in tutte le risposte, segno dell’importanza sempre più crescente della sensibilità ecumenica delle Chiese cattoliche particolari e dei singoli fedeli. Essi si sforzano, con la grazia dello Spirito Santo, di mettere in pratica la preghiera del Signore Gesù: “Perché tutti siano una sola cosa perché il mondo creda” (Gv 17, 21). La dimensione ecumenica fa parte della testimonianza cristiana dappertutto, soprattutto nei Paesi del Medio Oriente.

In una regione ove da secoli convivono fedeli di tre religioni monoteiste, per i cristiani è essenziale conoscere bene gli ebrei e i musulmani, per poter collaborare con loro nel campo religioso, sociale e culturale per il bene dell’intera società. La religione, soprattutto di quanti professano un unico Dio, deve diventare sempre di più motivo di pace, di concordia e di comune impegno nella promozione dei valori spirituali e materiali dell’uomo e della comunità. Si tratta di una testimonianza che attirerà simpatia e desiderio di diventare fedeli, membri di una comunità che, anche se ora piange e si rattrista, vive la speranza che tale afflizione si cambierà in gioia (Gv 16, 20). È il Signore risorto che ha promesso ai suoi: “Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16, 24).

Per svolgere bene tale vocazione, occorre rafforzare la comunione a tutti i livelli della Chiesa Cattolica in Medio Oriente, cominciando da ciascuna Chiesa sui iuris. Ovviamente i legami di comunione dovrebbero rafforzarsi anche con le altre Chiese e comunità ecclesiali, le venerate Chiese Ortodosse e le comunità nate dalla Riforma. La comunione, poi, interpella tutti gli uomini di buona volontà, inclusi anche i responsabili a livello sociale, economico, culturale e politico.

I membri delle Chiese sui iuris sono i fedeli intesi come singole persone e come membri delle rispettive comunità. Assieme ai fedeli di rito latino presenti in Medio Oriente, essi sono il principale referente dell’Assemblea sinodale. I loro Pastori, radunati attorno al Vescovo di Roma, Pastore universale della Chiesa, terranno presenti le loro gioie e le loro sofferenze, le loro speranze e le loro angosce per illuminare tutta la loro esistenza alla luce del Vangelo. Tale attesa risulta evidente dalle risposte pervenute alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. I Padri sinodali, pertanto, sono invitati non solamente a presentare la situazione dei singoli Paesi, ad analizzarne aspetti positivi e negativi, bensì e soprattutto a fornire ai cristiani le ragioni della loro presenza in una società prevalentemente musulmana, sia essa araba, turca, iraniana, o ebrea nello Stato d’Israele. I fedeli attendono dai Pastori di conoscere i motivi chiari per (ri)scoprire la loro missione in ciascun Paese. Essa non può essere altra che quella di essere testimoni autentici di Cristo risorto e nella forza dello Spirito Santo presente nella sua Chiesa, nei Paesi in cui sono nati e in cui vivono, e che sono caratterizzati non solamente da sviluppo sociale e politico, ma purtroppo anche da conflitti e da instabilità.

 






Arabic Armenian Hebrew French English Italian
Vatican Radio - SYNODUM EPISCOPORUM - All the contents on this site are copyrighted ©.