Home > Cultura e Società > 2012-11-12 19:55:56
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"Le feste scippate": un libro per riscoprire il senso cristiano delle festività


“Le Feste scippate”. E’ il titolo del libro scritto da Mimmo Muolo vaticanista di “Avvenire”, pubblicato da Ancora. Un testo utile per riscoprire il senso cristiano delle festività e che vuole mettere in guardia dai rischi che questo “furto del sacro” può comportare soprattutto per le giovani generazioni. Alla presentazione del volume, c’era per noi Cecilia Seppia:RealAudioMP3

La Domenica, giorno del Signore, fagocitata dalle dinamiche produttive e commerciali: il 25 dicembre, ormai convenzionalmente il “compleanno di Babbo Natale”; la Pasqua che diventa “Festa di Primavera”; e ancora Ognissanti, costretta a indossare le maschere di Halloween. E’ questo lo scippo delle feste cristiane, usurpate di simboli, valori e contenuti, purtroppo sotto gli occhi di fedeli tiepidi e poco consapevoli. Il commento di mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione:

“L’amarezza deriva dal fatto di vedere che questo nostro contemporaneo - e noi con lui - ci dimentichiamo sempre di più delle origini, di ciò che ha costituito la nostra storia, di ciò che ci consente ancora di avere una identità e di poter guardare al futuro. Questo libro viene anche a ricordarci come dobbiamo reagire, e quindi ad assumere una consapevolezza e io aggiungo anche una forte responsabilità”.

Di fronte a questa profonda crisi di valori - dice ancora mons. Fisichella - è importante, dunque, prendere una posizione che non sia dettata dalla nostalgia del passato, ma dal rischio sempre più evidente di una perdita del futuro. E’ quindi nostra grande responsabilità recuperare questa sacralità - come emerso anche dal recente Sinodo per la Nuova Evangelizzazione - e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio che noi tutti abbiamo ricevuto. Ancora mons. Fisichella:

“Se noi non siamo più capaci di trasmettere - in primo luogo, all’interno della famiglia - quelle che sono le peculiarità della nostra fede, l’originalità della nostra fede che ha saputo trasformare la cultura e con essa ha trasformato la società, allora abbiamo bisogno anche di ravvivare e avere una maggior consapevolezza del nostro ruolo. Penso che il Sinodo da questa prospettiva non solo ha riflettuto, ma ha dato anche un incoraggiamento. Una delle proposizioni riguarda proprio anche questo: l’attenzione profonda alla domenica e alle feste, per non cadere in una grande forma di ipocrisia. Io penso che davanti a tanti tentativi di svuotare la festa ci sia l’ipocrisia, ci sia cioè la paura della verità e che quindi tante volte non ci sia il coraggio di affrontare realmente le condizioni della nostra società. Per cui vedo uno sforzo di nuova evangelizzazione e anche come questo impegno sia profondamente culturale, ma anche tipicamente ecclesiale, per restituire ossigeno all’uomo di oggi”.

Tra i venti della secolarizzazione spesso accade che il cristiano perda la sua identità, le sue radici, la sua cultura plasmata appunto dalla fede, e il sacro scivoli lentamente nell’oblio. Ma chi c’è dietro questo furto? Il pensiero dell’autore, Mimmo Muolo:

“Ci sono gli ‘ismi’: quindi il consumismo, l’edonismo, il relativismo soprattutto. Allora dobbiamo fare tutti una riflessione: siamo sicuri che la società che si ispira a questi ‘ismi’ sia migliore della società che si ispira invece all’antropologia cristiana? Io vorrei che le scelte fossero fatte sulla base di una consapevolezza: si può anche scegliere di dire ‘no, io voglio che mi miei figli facciano la festa di Halloween e non facciano la Festa dei Santi’, ma ci si deve anche rendere conto di che costa sta dietro. Io sono convinto che se veramente ci rendessimo conto di ciò che sta dietro, nessun genitore sceglierebbe di far fare la festa di Halloween ai propri bambini”.

Un’indagine qualitativa, attenta, che esplora questa sorta di mutazione genetica delle feste cristiane, passando per la tv, la pubblicità, i cartoni animati, le canzoni, i giornali, persino i libri di scuola, e mette in risalto la pericolosa vastità di questo fenomeno, che investe l’Italia e tutta l’Europa. Ancora Mimmo Muolo:

“E’ un libro che racconta quello che ho trovato e cerca di aprire gli occhi anche a chi - per distrazione, perché non ci ha mai pensato o anche soltanto perché non ci crede - non si rende conto del pericolo che stiamo correndo: perché stiamo correndo un pericolo! Il libro si vuole indirizzare proprio a coloro che il Papa ha definito i ‘cristiani tiepidi’ e che magari sono brave persone nella loro individualità, ma che non si rendono conto delle implicazioni e dei pericoli che stanno dietro certi comportamenti ritenuti ormai accettabili”.



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