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Burundi. La Chiesa si prepara a ricordare mons. Courtney, assassinato dieci anni fa


Era il 29 dicembre del 2003 quando mons. Michael Aiden Courtney, nunzio apostolico in Burundi, veniva ucciso da colpi d’arma da fuoco mentre viaggiava in auto nei pressi di Bujumbura, capitale del Paese. Dieci anni dopo, la Chiesa locale si prepara a commemorare il presule, anche se il movente e gli autori del delitto restano ancora ignoti. Secondo le prime ricostruzioni dell’epoca, infatti, dietro l’omicidio ci sarebbero stati i ribelli burundesi delle Forze nazionali di liberazione che, però, hanno sempre negato ogni responsabilità. Intanto, il 29 dicembre scorso – data che la Conferenza episcopale burundese ha proclamato, tre anni fa, come “Giornata speciale di preghiera per la pace e la riconciliazione nel Paese” – a Minago è stata celebrata una Messa in ricordo di mons. Courtney. Nella sua omelia, mons. Venant Bacinoni, vescovo di Bururi, ha ricordato il compianto presule come “un uomo pacifico che ha sempre esortato i burundesi al dialogo, al fine di uscire dalla guerra fratricida che ha conosciuto il Burundi dopo il 1993”. Quindi, mons. Venant ha ribadito “il carattere sacro della vita della persona umana”, sottolineando che “la commemorazione dell’omicidio di mons. Courtney non deve essere solo un momento di raccoglimento, ma piuttosto un’occasione di riflessione sulla causa che egli difendeva: quella della pace”. Infine, il vescovo di Bururi ha lanciato un appello al governo nazionale affinché giustizia sia fatta. Dal suo canto, l’attuale Nunzio apostolico in Burundi, mons. Franco Coppola, ha sottolineato come “la voce della pace resti la sola a risolvere tutte le differenze”, poiché “senza pace, lo sviluppo è impossibile”. La comunità parrocchiale di Minago ha chiesto poi un gemellaggio con la Chiesa irlandese, Paese d’origine di mons. Courtney, ed ha suggerito di costruire una “Scuola superiore per l’educazione alla pace e alla riconciliazione” accanto al monumento dedicato al presule. Indimenticabili, intanto, restano le parole di Giovanni Paolo II che, nell’omelia per la Messa del primo gennaio 2004, disse: “Del ‘Vangelo della pace’ era testimone Mons. Michael Aidan Courtney, mio rappresentante quale Nunzio Apostolico in Burundi, tragicamente ucciso qualche giorno fa mentre svolgeva la propria missione a favore del dialogo e della riconciliazione. Preghiamo per lui, auspicando che il suo esempio ed il suo sacrificio portino frutti di pace in Burundi e nel mondo”. Due giorni dopo, celebrando una Messa di suffragio nella Chiesa di Nenagh, in Irlanda, il card. Francis Arinze, affermò: “Il nunzio Courtney predicava l'amore reciproco, la riconciliazione cristiana, l'armonia e l'unità tra le persone. (…) Possa la sua dolorosa morte portare grazia e benedizioni al suo Paese natale, una credibilità e una crescita sempre maggiori alla testimonianza che la Chiesa dà a Cristo attraverso l'evangelizzazione, e giustizia, pace e riconciliazione al Burundi e a tutte le altre aree di violenza o di conflitto nel mondo!”. (A cura di Isabella Piro)