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La Lev presenta la prima Guida generale della Città del Vaticano


Oltre 30 autori, tutti esperti di eccellenza, per un volume che è già pronto in 6 lingue: si tratta della prima Guida generale della Città del Vaticano, edita dalla Lev, Libreria Editrice Vaticana, da "Jaca Book" e Musei vaticani e presentata presso i Musei Vaticani. Il servizio di Fausta Speranza:RealAudioMP3

La guida offre storia e curiosità del patrimonio artistico e culturale racchiuso nelle mura vaticane, in un percorso di visita ideale in cui non mancano segnalazioni di ordine pratico. Non tratta di zone extraterritoriali o delle Basiliche a Roma perché viene pubblicata proprio per colmare la lacuna sulla parte dietro le Mura del Vaticano su cui finora si potevano leggere solo singoli studi specializzati per ogni settore: palazzi, giardini, monumenti. Il commento del direttore della Lev, don Giuseppe Costa:

“E’ una guida di valore culturale, di notevole spessore culturale, sia per i curatori, sia anche per i destinatari. In questo senso è il risultato anche dell’impulso e della spinta che il Santo Padre ha dato sempre alla cultura. Il Vaticano non aveva una guida di questo tipo e, per la prima volta, siamo riusciti a prepararla. Si affianca ora alle grandi guide che sono in giro per il mondo. Si può parlare di un vero e proprio 'Baedeker' vaticano. Il Santo Padre ci ha sempre richiamato all’attenzione al Bello, all’arte, perché l’arte e il Bello ci avvicinano a Dio. Il fatto che noi attraverso questa guida presentiamo il patrimonio della Città del Vaticano alla grande massa dei turisti ci riempie anche - direi - di un pizzico di orgoglio”.

Il prof. Roberto Cassanelli, che ha curato la prima parte della guida, sottolinea la gestazione lunga e complessa del volume e l’obiettivo preciso di evitare contributi troppo specializzati ma senza trascurare nulla:

“All’interno, quindi, delle Mura vaticane abbiamo censito tutto, e questo credo sia il principale merito, il principale elemento di interesse del volume: cioè, quello di aver tentato per la prima volta di fare un inventario del patrimonio, senza introdurre elementi di discriminazione qualitativa. E’ censito tutto, e naturalmente a ciascun monumento è dato il suo valore. Però, c’è tutto”.

Tra gli altri, la studiosa Alberta Campitelli, si è occupata della sezione giardini, che corrisponde a 22 ettari sul totale di 44 ettari di tutta la Città del Vaticano:

"C’è una parola, che è stata più volte ripetuta che caratterizza tutta la città di Roma, ma lo Stato della Città del Vaticano in modo particolare, ed è stratificazione. Il Vaticano è proprio un concentrato di stratificazioni. Stratificazioni – tra l’altro – molto complesse perché, come emerge un po’ in tutto il percorso della guida e già viene delineato nell’introduzione di Daniela Ponti che presenta proprio la nascita di questa cittadella, i Pontefici non avevano una "continuità dinastica", e quindi ognuno di loro ha lasciato una traccia particolare, individuale, molto chiara del proprio operato e della propria presenza. Ovviamente, questa stratificazione ed eterogeneità caratterizza anche la parte della quale mi sono occupata in modo specifico, e cioè i Giardini, che non è una parte piccola perché è la metà dello Stato: 22 ettari che sono stati modificati nel corso di un millennio in modo veramente sostanziale. Ripercorrendo la storia dei giardini, si ripercorre veramente la storia della Chiesa, la storia dei vari Pontefici che si sono succeduti sul Soglio di Pietro. Il Giardino era in diretta connessione con gli edifici, quindi è stato sempre un elemento a complemento e a decoro degli edifici. Ogni Pontefice ha lasciato una traccia “individuale”: dal giardino segreto di Paolo III, del quale oggi non resta quasi più nulla; il Giardino quadrato, quello su cui si affaccia la Pinacoteca, che era un giardino, pensate – lo sappiamo dai documenti, dalle vedute – che aveva dei pergolati meravigliosi, sotto i quali passeggiare all’ombra godendo del profumo e della vista da tante finestrelle aperte in questi tunnel vegetali. Un altro giardino scomparso è il Giardino fatto realizzare da Clemente VII, che non esiste più perché c’è tutta l’ala dei Musei Vaticani fatta da Passarelli, il Museo voluto da Paolo VI negli anni Sessanta. Questo giardino affacciava su Monte Mario. Clemente VII era stato il committente di Villa Madama, che aveva dovuto abbandonare quando è diventato Papa. Queste sono alcune delle scoperte che i Giardini Vaticani ci possono rivelare: nel 1561 un Pontefice rigoroso come Pio V, passato alla storia per essere il Pontefice dai costumi severissimi, ha impiantato intorno alla Casina di Pio IV, voluta dal suo predecessore, un Giardino botanico, in cui Michele Mercati, grandissimo botanico, scambiava fiori con Ulisse Aldrovrandi che li faceva venire addirittura dalle Indie, come allora venivano chiamate le Americhe, attraverso il re di Spagna, Filippo II. Quindi, la guida parla di tutte queste presenze incredibili delle quali in gran parte le tracce sono faticosamente leggibili, se non si conosce la storia e se non si ricostruiscono i documenti".

Al momento sono pronte 22 mila copie della Guida; in vista c’è anche una versione elettronica, ma non nell’immediato. Ad arricchire il volume cartaceo ci sono foto a colori, piantine e mappe.