Home > Udienze ed Angelus > 2013-03-15 13:12:40
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Papa Francesco ai cardinali: non cediamo al pessimismo, doniamo ai giovani la speranza della vita


Non cediamo al pessimismo, doniamo ai giovani la sapienza della vita. E’ uno dei passaggi forti del discorso che Papa Francesco ha rivolto ai cardinali ricevuti in udienza alla Sala Clementina. Un incontro all’insegna della giovialità e dell’amicizia, davvero fraterno. Il Papa ha anche detto scherzosamente che qualcuno definisce i cardinali “i preti del Santo Padre”. Si tratta della prima udienza del nuovo Pontefice che, nel suo intervento più volte integrato da riflessioni a braccio, ha ricordato il “gesto coraggioso e umile” di Benedetto. Papa Francesco ha inoltre offerto due affascinanti meditazioni: la prima sullo Spirito Santo, la seconda sui doni della vecchiaia, citando anche il poeta tedesco Hölderlin. Il servizio di Alessandro Gisotti:RealAudioMP3

Con il suo stile semplice e gioviale che tutto il mondo sta imparando a conoscere ed amare, Papa Francesco si è rivolto anche ai cardinali, come fratelli, nella prima udienza dopo il Conclave. Un incontro che, nelle sue stesse parole, testimonia “un prolungamento dell’intensa comunione ecclesiale sperimentata in questo periodo”. Quindi, ha messo l’accento sul clima di grande cordialità che ha fatto crescere “la reciproca conoscenza e la mutua apertura”:

“Noi siamo fratelli e qualcuno mi diceva: i cardinali sono i preti del Santo Padre. Ma noi siamo quella comunità, quell’amicizia, quella vicinanza che ci farà bene a tutti”.

Il Santo Padre ha ringraziato quanti hanno collaborato alla conduzione della Chiesa durante la Sede Vacante ed ha rivolto un pensiero affettuoso al cardinale Mejia, colpito da un infarto. Papa Francesco è tornato così con la memoria ai primi istanti del suo Pontificato confidando la sua emozione nel vedere la suggestiva “immagine del popolo orante e gioioso” in piazza San Pietro. Il Papa ha anche parlato dell’“affetto e la solidarietà della Chiesa universale” come anche dell’attenzione di chi, “pur non condividendo la nostra fede” guarda con ammirazione alla Chiesa. Papa Francesco ha, dunque, rivolto un pensiero “colmo di grande affetto e di profonda gratitudine” al suo venerato predecessore, a Papa Benedetto:

“…che in questi anni di Pontificato ha arricchito e rinvigorito la Chiesa con il Suo magistero, la Sua bontà, la Sua guida, la Sua fede, la sua umiltà e la sua mitezza che rimarranno un patrimonio spirituale per tutti”.

Ed ha soggiunto che “il ministero petrino, vissuto con totale dedizione, ha avuto in Lui un interprete sapiente e umile, con lo sguardo sempre fisso a Cristo". E ha proseguito:

“Sentiamo che Benedetto XVI ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma: essa continuerà ad ardere perché sarà alimentata dalla Sua preghiera, che sosterrà ancora la Chiesa nel suo cammino spirituale e missionario”.

Papa Francesco ha quindi rivolto il suo pensiero allo Spirito Santo, all’azione del Paraclito che è il “supremo protagonista di ogni iniziativa e manifestazione di fede”:

“E’ curioso: a me fa pensare, questo. Il Paraclito fa tutte le differenze nelle Chiese, e sembra che sia un apostolo di Babele. Ma dall’altra parte, è quello che fa l’unità di queste differenze non nella ugualità, ma nell’armonia”.

Ed ha soggiunto che lo Spirito Santo dà a ciascuno di noi “carismi diversi, ci unisce in questa comunità di Chiesa”. Papa Francesco ha sottolineato dunque la volontà di servire il Vangelo “con rinnovato amore aiutando la Chiesa a diventare sempre più in Cristo e con Cristo”, stimolati anche dalla celebrazione dell’Anno della Fede. Del resto, ha detto ancora, lo stesso Papa Benedetto, con il suo “gesto coraggioso e umile” ci ha ricordato che è “Cristo che guida la Chiesa per mezzo del suo Spirito”. E lo Spirito Santo è “l’anima della Chiesa con la sua forza vivificante”

“Non cediamo mai al pessimismo, a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno: non cediamo al pessimismo e allo scoraggiamento: abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla Chiesa, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra”

Nella parte finale del suo discorso, quindi, ha osservato che la metà dei cardinali è ora nell’età della vecchiaia, ma "la vecchiaia - ha detto - è la sede della sapienza della vita" e gli anziani "possono donare tanto anche ai giovani":

“Cari Fratelli, forza! (…) I vecchi hanno la sapienza di avere camminato nella vita, come il vecchio Simeone, la vecchia Anna al Tempio. E proprio quella sapienza ha fatto loro riconoscere Gesù. Doniamo questa sapienza ai giovani: come il buon vino, che con gli anni diventa più buono, doniamo ai giovani la sapienza della vita”.

Papa Francesco ha dunque concluso il suo discorso prima di salutare i cardinali uno ad uno con quella genuinità e spontaneità che da sempre caratterizza la sua persona:

“Con questi sentimenti - sono veri, eh? – con questi sentimenti, vi imparto di cuore la Benedizione Apostolica”.





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