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Messa Crismale. I sacerdoti romani: il Papa ci esorta ad uscire da noi stessi e andare nelle periferie


Grande l'emozione tra i sacerdoti presenti nella Basilica vaticana per la Messa del Crisma, celebrata da Papa Francesco. Al termine della celebrazione, Benedetta Capelli ha raccolto alcune riflessioni dei sacerdoti presenti in San Pietro:RealAudioMP3

R. – Sono viceparroco in una parrocchia sulla Prenestina, San Patrizio.

D. – Il Papa ha detto: “Andate per le periferie”...

R. – Io già lo faccio da anni. Abbiamo passato 22 anni con i malati di Aids assieme a don Luigi Di Liegro, che mi aveva mandato in periferia nel 1988. Ho smesso qualche anno fa. C’è bisogno di intensificare ulteriormente questa presenza.

D. – Qual è il passaggio dell’omelia del Papa che più l’ha colpita?

R. – Quando ha detto che i pastori devono avere l'odore delle pecore. Ci vogliono oggi sacerdoti che abbiano questo zelo pastorale, di andare dietro alle pecore smarrite, che sono dappertutto, nelle zone più marginali e nelle zone “migliori”, dove pure si trovano tante persone che non hanno il senso della vita, non hanno il senso di Dio.

D. – E oggi questo incontro con Papa Francesco ha ravvivato quella grazia che lui chiede a voi sacerdoti?

R. – Sì, perché la grazia dei sacerdoti è molteplice: sono sette i doni. Il dono della fortezza, però, specialmente, ci viene dato per avere le forze del Buon Pastore per andare dietro alle pecore. Il Papa ha detto parole forti, ma parole belle, che ci hanno rinvigorito per il ministero sacerdotale.

R. – Quello che mi ha fatto impressione è l’espressione usata dal Papa “l’odore delle pecore”, che sta a significare che l’unguento ha fatto effetto, la grazia di Dio ha fatto effetto. Forse noi sacerdoti siamo rimasti chiusi in noi stessi e dobbiamo uscire – come dice il Papa – da noi e andare verso chi ha più bisogno, verso le pecorelle sbandate, che sono ai margini del gregge di Dio.

R. – Il concetto teologico è espresso in modo molto semplice: come l’unzione della divinità deve arrivare al popolo di Dio. Il popolo di Dio deve avere Dio vicino e ci arriva attraverso l’unzione, che lui ha spiegato in modo così bello e che è la modalità con cui il sacerdote riesce a comunicare Dio.