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Il Sentiero di San Francesco, pellegrinaggio da Assisi a Gubbio sulle orme del Poverello


Camminare lungo le strade percorse da San Francesco per andare da Assisi a Gubbio, attraversare quei luoghi che, oltre 800 anni fa, furono visitati dal Patrono d’Italia. E' partita ieri per concludersi domani, il pellegrinaggio a piedi “Il sentiero di Francesco” che vede la presenza di oltre cinquecento partecipanti. L’iniziativa, organizzata in occasione dell’ottava Giornata nazionale per la custodia del Creato, è stata promossa dalle diocesi di Assisi e Gubbio in collaborazione con l’associazione per la Salvaguardia del creato Greenaccord onlus. Marina Tomarro ha intervistato Daniele Morini, coordinatore dell’evento:RealAudioMP3

R. - Questo viaggio non è solo geografico, ma è soprattutto dello spirito, perché Francesco - dopo la scintilla dell’abbraccio del Crocifisso di San Damiano e l’inizio di quello che sarebbe stato il suo cammino di conversione - approfondisce questo cammino di conversione proprio nei quaranta chilometri che separano Assisi da Gubbio, che non a caso è considerata un po’ la seconda patria di Francesco e del francescanesimo. Nel 1213, Francesco e i suoi frati stabilirono già una loro casa: la Porziuncola Eugubina, come viene chiamata la chiesa della Vittorina, dove si colloca anche l’incontro - un po’ di anni dopo - tra San Francesco e il lupo. Francesco, probabilmente nel giro di qualche settimana o di qualche mese, incontra lungo questo sentiero la nudità: non solo quella fisica per aver abbandonato i vestiti, ma anche il deserto spirituale. Vive la solitudine, vive soprattutto il contatto - senza mediazioni e senza intermediari - con il Creato, con la natura; la natura che ancora oggi si conserva come quella di otto secoli fa, lungo il sentiero fra Assisi e Gubbio. Solitamente i pellegrini, come si fa verso ogni città santa, lo percorrono da Gubbio - o meglio ancora, chi ha più tempo dalla Verna - verso Assisi, ma noi in questo caso vogliamo proprio ripercorrere i suoi passi, da Assisi a Gubbio.

D. - Cosa spinge oggi a partecipare a questo cammino, a questo pellegrinaggio?

R. - Questi tre giorni ci permettono di staccare la spina. Fare 40 chilometri in tre giorni non è impegnativo dal punto di vista fisico, tanto è vero che ci saranno molte famiglie e anche bambini di 8-9-10 anni in cammino, proprio perché ogni giorni si propongono 12-13 al massimo 14 chilometri. Però questo ci permette di passare con i nostri piedi, con i nostri passi nelle stesse strade, nello stesso bosco e toccare lo stesso muro che Francesco si era trovato davanti otto secoli fa. Quest’anno i pellegrini sono tantissimi e questo perché il sentiero francescano quest’anno ha avuto un’esplosione: non so se sia la crisi economica o il bisogno di incontrare Francesco o anche magari il suggerimento che ci arriva dall’elezione di Papa Francesco, ma quest’anno il Sentiero di Francesco ha avuto veramente un’esplosione di presenze.

D. - In questa edizione, oltre ai pellegrini, ci sono anche un gruppo di giornalisti che seguono il Sentiero di Francesco. In che modo si può trasmettere maggiormente il messaggio per la custodia del Creato?

R. - Condividere anche con i nostri amici giornalisti e della comunicazione in questi giorni il cammino ci aiuta soprattutto a far conoscere questi luoghi spesso dimenticati per secoli, ma che oggi hanno di nuovo un “appeal”, un’attrazione. Francesco era partito da Assisi da uomo vecchio, o comunque da uomo che stava cambiando e ha ritrovato un uomo nuovo: si è riconciliato - questi sono un po’ i temi del pellegrinaggio - innanzitutto con se stesso, poi con gli altri, poi con Dio e infine con la natura, con il Creato. Questo vorremmo comunicare a tutti quelli che si mettono in gioco mettendosi in cammino.

Ultimo aggiornamento: 2 settembre