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Algeria: continuano le manifestazioni contro la nuova candidatura di Bouteflika


Ondata di proteste in Algeria per la quarta candidatura consecutiva a capo dello Stato da parte del 77enne Abdelaziz Bouteflika. Movimenti studenteschi, islamisti e dell’opposizione hanno lanciato un boicottaggio delle urne al quale hanno aderito anche gli altri 12 candidati: temono brogli durante le prossime elezioni. Maura Pellegrini Rhao ha sentito Luigi Serra, docente all’Orientale di Napoli ed esperto dell’area magrebina:RealAudioMP3

R. – Oggi la protesta non è oceanica, in Algeria, contro Bouteflika; è pressoché oceanica, invece, la sensazione di malumore per un presidente che si ricandida quando – tra l’altro – da lungo tempo non appare sulla scena pubblica. E’, la sua, una ricandidatura che appare di routine e quindi c’è una protesta avvertita psicologicamente, in nuce, latente, diffusissima. E’ una protesta più evidente in quegli ambienti dove tradizionalmente non si è filo-governativi. Quindi, la protesta è psicologicamente, intimamente oceanica, largamente diffusa, perché l’Algeria, poi, è un Paese culturalmente evoluto e determinati movimenti politici che riproducono una continuità non unanimemente condivisa creano delle perplessità. Dal punto di vista delle evidenze, è più circoscritta ed è circoscritta proprio in quegli ambienti tradizionalmente "non allineati con il Palazzo".

D. – Viene denunciata la mancanza di un’alternativa reale ad un governo ormai cristallizzato …

R. – Questo alimenta perplessità di retroguardia, nel senso di dire: “Avete voluto imporci questo schema già le passate volte, abbiamo la verifica del fallimento”.

D. – Inoltre, gli altri 12 candidati hanno aderito al boicottaggio delle urne a causa di probabili brogli elettorali …

R. – 12 candidati non è poco … Una riconferma di Bouteflika significa la cancellazione di una tendenza di alternanza su schema molto partitico o variabilmente idealizzabile, quindi in pratica una linea ancora di gestione non democratica della destinazione a presidenza della Repubblica.

D. – Possiamo fare dei pronostici per gli esiti di queste proteste?

R. – Esiti … è presto per dirlo. L’Algeria è dicotomica da sempre: vi sono due realtà sociopolitiche, linguistico-culturali ben distinte e da sempre contrapposte. La componente araba e la componente berbera sono fortemente significative della dimensione nazionale e statuale, con la componente araba, minoritaria dal punto di vista antropologico, etnico, sociale e la componente berbera, minoritaria dal punto di vista politico, ma indubbiamente paritaria dal punto di vista dell’entità etnica. Quindi, ogni previsione in ordine alla sicura lettura delle conseguenze di una qualsivoglia protesta è pressoché aleatoria: bisogna verificarla, poi, sul campo. Se si acuisce sul terreno, probabilmente gli esiti porteranno ad un ripensamento da parte dello stesso Bouteflika.