Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:
Radio Vaticana

Home / Chiesa / Chiesa nel mondo

Lasalliani: apriamo scuole per poveri e immigrati


I Fratelli delle scuole cristiane celebrano il loro 45.mo Capitolo generale, un’occasione per fare il punto sulla missione lasalliana nel mondo e rinnovare i vertici della Congregazione. Partecipano provenienti da 32 paesi del mondo sono riuniti a Roma fino all’8 giugno. L’Istituto ha tra i suoi obiettivi l’educazione dei giovani dalle scuole elementari al liceo. Maria Cristina Montagnaro ha chiesto a fratel Alberto Gomez, consigliere generale dei Fratelli lasalliani, quali siano le sfide per il futuro:

R. – Vogliamo aprire delle scuole per i più bisognosi ed essere vicini agli immigrati: questa è una sfida non soltanto di Fratelli, ma di tutti coloro che condividono la missione con noi. Credo che questa sia la missione della Chiesa.

D. – Quante scuole avete nel mondo?

R. – Siamo presenti in 83 Paesi del mondo. Siamo quasi 5 mila fratelli, insieme a 86 mila lavoratori laici. Andiamo verso il milione di alunni. In Francia, i Fratelli non sono più presenti come prima, ma In Europa c’è un grande numero di scuole lasalliane. In tutta Europa: in Spagna, in Francia… Ci dobbiamo spostare in America Latina, per trovare il più grande numero di scuole lasalliane. Siamo presenti anche in Asia e in Africa.

D. – Il vostro fondatore, San Giovanni Battista de la Salle, aveva come primo obiettivo l’educazione dei giovani. E’ ancora così per voi?

R. – Le nostre scuole vanno dalla scuola materna al liceo e abbiamo anche 74 università. Ci sono poi alcuni centri di alfabetizzazione per adulti, per immigrati, e anche scuole per i genitori. Ci sono poi in Africa anche i "centri scuole famiglia". E che cos’è una scuola famiglia? Per uno o due anni, tutta la famiglia vive in un centro che diventa come piccolo paese, dove si vive e si impara tutto. E' come se fosse una università della vita…

D. – Quali sono i valori fondanti dei Fratelli lasalliani nell’educazione dei giovani?

R. – Negli ultimi anni, abbiamo sviluppato un messaggio centrato su tre parole: la fede, la comunità-fraternità e il servizio. Le nostre iniziali, "Fsc", corrispondono a Fratelli delle scuole cristiane, ma vogliono anche ricordare questi tre valori. La fede religiosa è il fondamento di tutto e insistiamo affinché, qualunque essa sia, possa essere veramente compresa e vissuta in profondità. Tanto a livello di insegnanti come di alunni diamo grande valore alla fratellanza: l’altro è mio fratello e insieme a lui costruiamo un mondo più giusto e solidale e insieme scopriamo che siamo figli di Dio. Quindi, per noi, ogni ragazzo è un fratello. De la Salle ci diceva di educarli con la tenerezza di una madre e la forza di un padre.

D. – Educate i ragazzi anche attraverso lo sport?

R. – Come no! Lo sport oggi è veramente qualcosa di importantissimo nella nostra società. I Paesi dell’Oriente, prima dello sport, hanno un tempo per riflettere: la questione non è vincere un nemico, ma – insieme al tuo compagno – crescere.