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Papa Francesco \ Udienza Generale e Angelus

Disastri naturali, appello del Papa per una cultura della prevenzione

Alluvione a Manila - EPA

Alluvione a Manila - EPA

di Amedeo Lomonaco

Si promuova una cultura che riduca l’esposizione ai rischi legati alle calamità naturali. E’ quanto ha affermato Papa Francesco lanciando, dopo la catechesi all'Udienza generale, un accorato appello. Il Santo Padre ha anche ricordato che il prossimo 13 ottobre si celebrerà la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali incentrata nel 2017 sui sette obiettivi della campagna “Sendai Seven”. Queste le parole del Papa:

 “Rinnovo il mio accorato appello per la salvaguardia del creato mediante una sempre più attenta tutela e cura per l’ambiente. Incoraggio, pertanto, le Istituzioni e quanti hanno responsabilità pubblica e sociale a promuovere sempre più una cultura che abbia come obiettivo la riduzione dell’esposizione ai rischi e alle calamità naturali. Le azioni concrete, volte allo studio e alla difesa della casa comune, possano ridurre progressivamente i rischi per le popolazioni più vulnerabili”.

 Alluvioni, trombe d’aria, valanghe e nubifragi sono solo alcuni dei disastri naturali che, ogni anno, provocano migliaia di vittime. In base ad una recente analisi dello European Commission Joint Reseach Centre (Ecjrc) senza attività di prevenzione e adeguate risposte ai cambiamenti climatici, i morti in seguito a catastrofi naturali cresceranno di 50 volte rispetto ai livelli degli anni Ottanta. Secondo alcune stime, entro la fine del XXI secolo potrebbe essere, ogni anno, di almeno 152 mila il numero delle vittime a causa di questi eventi.

Un argine fondamentale è dunque legato alla cultura della prevenzione. Lo ha ricordato anche il Pontefice durante l’udienza generale del 12 ottobre del 2016: “I disastri naturali - ha detto in quell’occasione - potrebbero essere evitati o quanto meno limitati, poiché i loro effetti sono spesso dovuti a mancanze di cura dell’ambiente da parte dell’uomo. Incoraggio pertanto a unire gli sforzi in modo lungimirante nella tutela della nostra casa comune, promuovendo una cultura di prevenzione, con l’aiuto anche delle nuove conoscenze, riducendo i rischi per le popolazioni più vulnerabili”.

 Sono in particolare tre le priorità indicate dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, in una lettera inviata lo scorso mese di maggio, a nome del Santo Padre, al capo di Stato del Messico, Enrique Peña Nieto, presidente della Piattaforma Globale 2017 per la riduzione dei rischi da disastri. “Il primo aspetto – ricorda il porporato - è quello relativo alla necessità di rafforzare le attività di prevenzione, educazione e formazione per ridurre le perdite umane, fisiche ed economiche causate dai disastri naturali. Esse, è bene riconoscerlo, sono spesso derivanti da incapacità umane di gestione e accentuate da iniziative umane mal calibrate”. Il secondo aspetto “chiama in causa l’importanza che i suddetti processi di coscientizzazione rivolgano una particolare attenzione verso le popolazioni più vulnerabili”. “Il terzo aspetto – sottolinea inoltre il card. Parolin - concerne la consapevolezza che le vittime e le popolazioni più vulnerabili svolgono un ruolo essenziale negli stessi processi di prevenzione, reazione e ricostruzione. Esse sono le più interessate nella pianificazione di lungo periodo di fronte ai rischi da disastri naturali”.