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Il Papa abbraccia don Thomas Uzhunnalil libero dopo la prigionia in Yemen

Il Papa e don Thomas Uzhunnalil a lungo prigioniero in Yemen - REUTERS

Il Papa e don Thomas Uzhunnalil a lungo prigioniero in Yemen - REUTERS

di Gabriella Ceraso

E' stato un momento molto commovente immortalato dagli scatti dell'Osservatore Romano quello di oggi a Casa Santa Marta al termine dell'Udienza Generale. Ai piedi del Papa chinato a terra per baciarli c'è don Thomas Uzhunnalil, il salesiano indiano liberato ieri dopo essere stato rapito durante un attacco terroristico, oltre diciotto mesi fa. Francesco lo ha subito aiutato a rialzarsi e a sua volta gli ha baciato le mani.

Ieri a dare la notizia della sua liberazione era stato mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale e già la Santa Sede in un comunicato aveva ringraziato vivamente quanti si sono dati da fare per il ritrovamento del religioso- duramente provato dalla prigionia ma in buone condizioni- in particolare, Sua Maestà il Sultano dell’Oman e le Autorità competenti del Sultanato. Oggi  infine l'abbraccio più bello, quello col Pontefice a Roma, dove padre Thomas trascorrerà qualche giorno per effettuare controlli medici. Francesco lo ha incoraggiato, assicurandogli che continuera' a pregare per lui cosi' come ha fatto durante la sua prigionia. Quindi, secondo quanto riporta il quotidiano della Santa Sede, visibilmente commosso, lo ha benedetto.

Da parte sua padre Thomas ha ringraziato il Pontefice confidandogli di aver "pregato ogni giorno per lui, offrendo le sue sofferenze proprio per la sua missione e per il bene della Chiesa". Parole che hanno toccato il Papa. Il religioso, cinquantasette anni originario del Kerala, ha anche confidato "di non aver potuto celebrare l’Eucaristia". Ma "ogni giorno" — ha raccontato all’Osservatore Romano — "ripetevo dentro di me, nel mio cuore, tutte le parole della celebrazione". Don Tom ha assicurato che ora continuerà "a pregare per tutti coloro che gli sono stati accanto spiritualmente". Con un ricordo del tutto particolare per le quattro suore e le dodici persone assassinate al momento del suo rapimento il 4 marzo del 2016.

Ad accompagnare il salesiano c’era il cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay. "Dopo questa terribile esperienza — ha spiegato il porporato — il messaggio essenziale che don Tom tiene a lanciare è che “Gesù è grande e ci ama”, parole confermate dallo stesso sacerdote che dice di aver sentito ogni giorno Gesù al suo fianco e di aver saputo sempre di non essere solo.  

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